SPAZI di SERVIZIO-Gki Attori non Protagonisti nella SPA

Gli spazi di servizio

 …gli attori non protagonisti della Spa.

Entrare in una Spa significa vivere un’esperienza al di fuori della realtà quotidiana attraverso un ambiente unico, capace di trasmettere emozioni e sensazioni polisensoriali particolari. Armonia, equilibrio, bellezza: questi sono alcuni mezzi per realizzare questo ambiente, un’alchimia propria di un luogo geografico, di un contesto culturale, di una realtà sociale. Tanti sono i processi di aggregazione e di sinergie che dovrebbero portare alla realizzazione di una Spa, accomunati dal minimo comune denominatore del bello funzionale, un concetto fondamentale soprattutto in un ambiente pubblico come la Spa.

Se questo è l’obiettivo progettuale e architettonico di un Centro Benessere nascituro non va dimenticato che lo stesso obiettivo debba estendersi a tutte le aree: troppo spesso infatti si parla di Spa focalizzandosi solo  sulle aree bagnate/ umide e sulle stanze per i trattamenti, dimenticando volutamente o casualmente le cosi dette “aree di servizio”, ovvero spazi considerati talvolta minori e trascurabili, luoghi di passaggio, aree di permanenza rapida degli ospiti, insomma “attori non protagonisti” nel teatro del benessere. D’altra parte nell’iconografia collettiva la Spa è rappresentata dalle piscine, dalle zone umide, dalle stanze per i trattamenti, non certo da uno spazio quale uno spogliatoio o una toilette. Eppure, anch’essi “esistono” nella Spa, hanno una loro ben precisa funzione e svolgono un ruolo non indifferente nella vita quotidiana del Centro; insomma, gli attori non protagonisti fanno parte della Spa Industry e pertanto hanno bisogno di essere analizzati dal punto di vista architettonico e d’arredo alla pari di un vero e proprio “primo attore”.

Ma chi sono esattamente queste figure? In linea generale possiamo identificare essenzialmente tre spazi principali: gli spogliatoi, le toilettes e il magazzino/uffici, tre zone diverse e distinte che vanno accuratamente studiate e ponderate sia in fase di lay-out sia in fase di arredo, tre spazi pur sempre potenziali “trappole” di errori progettuali, detonatori di cadute di stile e fonte di problemi per la  funzionalità della stessa Spa.

Iniziamo ad analizzare i primi, gli spogliatoi. Gli spogliatoi, certo e non “lo” spogliatoio, ovviamente, dato che come prima regola imprescindibile nella Spa è la necessità di inserirne uno maschile e un altro femminile, sempre.

Gli spogliatoi sono infatti i primi spazi nei quali il cliente si trova da solo a tu per tu con la Spa; immaginiamo ad esempio un Ospite che per la prima volta entra nel vostro Centro e, dopo essere stato accolto nella reception, è fatto accomodare nello spogliatoio per cambiarsi. Lo spogliatoio è il secondo step nella sua esperienza Spa, un ambiente dove egli si libera dei vestiti per entrare nell’atmosfera del benessere, uno spazio dominato teoricamente dalla bellezza, dalla riservatezza e dalla funzionalità. In questa autentica anticamera della Spa il cliente avrà modo di riflettere sulle prime impressioni che l’immagine del vostro Centro avrà suscitato in lui e proprio qui è vietato commettere errori. Innanzitutto, lo spogliatoio deve avere un suo corretto dimensionamento, cioè deve essere collocato in una zona strategica in quanto sarà il punto di arrivo e di partenza del vostro cliente rispetto al percorso benessere nella sua totalità. Per evitare intersezioni di percorsi, è necessario che sia collocato  in una zona per così dire “neutra” ma pur sempre sintesi della personalità e della qualità della Spa, vicino alla reception per coloro che sono appena entrati e indipendente dalla vera e propria Spa per coloro che hanno appena concluso la permanenza. Attenzione dunque a prevedere una collocazione corretta ad entrambi gli spogliatoi, valutando anche l’elemento privacy tra clientela maschile e femminile, cercando quindi di preventivare due zone distinte e adeguatamente divise, una considerazione altrettanto valida all’interno di ciascuno; uno spogliatoio di una Spa infatti non è uno spogliatoio di una piscina comunale, né di una palestra tanto meno di un ospedale! Design, eleganza, bellezza e amore per il dettaglio devono dominare questa zona al pari di qualunque altro spazio del Centro e dell’Hotel; proprio in occasione di una visita ad una bellissima Spa di recente apertura in Croazia mi è capitato di assistere ad una impietosa ed emblematica caduta di stile negli spogliatoi: Centro perfetto, accoglienza impeccabile, visita alla Spa coinvolgente. Accappatoio, costume da bagno, ciabatte, apro la porta ed ecco lui, lo “spogliatoio”! Non ci credo, ma mi trovo in una stanza lillipuziana, con improbabili armadietti modello piscina comunale low-cost, un camerino con tenda bianca direttamente preso in prestito da un centro commerciale, specchio da barbiere, colore bianco alle pareti esaltato in tutta la sua tristezza dal neon modello garage appeso al soffitto. Candele profumate? Nessuna traccia. Mensole e complementi d’arredo? Non identificati. Cosmetici di cortesia? Non pervenuti. I dettagli di design che avevo appena visto all’esterno? Spariti. Ah, dimenticavo, possibilità di tutelare la propria “intimità” dagli altri Ospiti/camerati? Mission impossible!

Questo allegro pot-pourri di errori andrebbe davvero evitato! Uno spogliatoio è l’anticamera della vostra Spa, della vostra immagine e della vostra professionalità; occorrerebbe pertanto ottimizzare lo spazio disponibile in modo ragionato ed intelligente anche laddove i metri quadrati sono sacrificati. Innanzitutto, bisogna prevedere una serie di camerini sufficientemente ampi dove il cliente possa cambiarsi in tutta serenità, in secondo luogo è bene scegliere un arredamento raffinato e coerente con l’immagine globale del Centro: rivolgetevi ad aziende che producono armadietti lussuosi ed eleganti, curatene i frontali, evitate di inserire a tutti i costi il classico laminato da piscina nei soliti colori rosso, azzurro e giallo! Scegliete un rivestimento adeguato e suggestivo, che sia capace di soddisfare le esigenze di funzionalità senza trascurare l’estetica: in commercio esistono grès porcellanati pratici, facili da pulire, antiscivolo e adatti ad un luogo pubblico e di passaggio intenso. Potete scegliere anche una pavimentazione in legno adeguatamente trattata, sicuramente un elemento impattante, capace di trasmettere una sensazione di calore e di benessere; sempre in questa zona è infatti fondamentale inserire dettagli utili ma d’atmosfera, presenze che rispecchiano l’attenzione al dettaglio e al design: dai radiatori, all’illuminazione, dagli specchi alla scelta di accessori funzionali quali il phon, le amenity lines, un lucidascarpe, profumi e complementi d’arredo vari e così via. Altrettanto importante è il sistema di riscaldamento e di aerazione, dato che il più delle volte gli spogliatoi occupano spazi privi di luce diretta: la temperatura infatti deve sempre essere gradevole e calibrata sia per il cliente appena arrivato sia per colui che ha terminato la permanenza nella Spa. Umidità, cattivi odori, freddo polare o caldo tropicale possono essere eliminati da un buon sistema di termoventilazione.

Sempre negli spogliatoi è necessario prevedere l’inserimento delle docce, che in una Spa dovrebbero essere nuovamente emblema di bellezza, funzionalità  e privacy; pertanto è consigliabile scegliere cabine singole, bandendo le docce a camerata multiple. Analogamente alle camere d’hotel, anche in questi ambienti è necessario prestare attenzione alla scelta della rubinetteria (optando magari per un oggetto di design, in grado di valorizzare esteticamente anche questo luogo), occorre assicurarsi del perfetto deflusso dell’acqua, scegliere un rivestimento a norma antiscivolo, resistente all’acqua ma pur sempre d’effetto, e non bisogna dimenticare i dispenser per il bagno doccia (esistono realtà dove ne ho visti inseriti più d’uno per dare la scelta all’ospite della fragranza). Da ultimo ogni spogliatoio deve essere perfettamente igienizzabile al fine di presentarsi sempre pulito e piacevole. Non dimenticate, che sono gli ultimi ambienti nei quali gli Ospiti si muovono prima di lasciare la Spa, quindi l’ultimo ricordo che conservano nei loro occhi…

I secondi spazi di servizio in analisi sono le toilettes, suddivise per gli uomini e le donne, ovviamente. In linea generale sarebbe necessario inserire dei servizi igienici sia negli spogliatoi sia all’interno dell’area bagnata, prevedendo un bagno e un antibagno. Buona norma è scegliere materiali con specifiche tecniche adatte agli ambienti pubblici, cioè pratici nella sanificazione quotidiana, resistenti all’uso ma pur sempre gradevoli alla vista come, ad esempio, i wc e i lavabi sospesi da terra, complementi d’arredo ad effetto, oppure rivestimenti e sistemi di illuminazione studiati e piacevoli. Inutile sottolineare che igiene, termoaerazione devono essere sempre impeccabili in una toilette di una Spa, che, ricordiamo, pur essendo aperta al pubblico non deve trascendere mai dalla bellezza e dalla gradevolezza visiva.

Terzi e ultimi spazi, il magazzino e gli uffici: è fondamentale infatti prevedere l’inserimento di un locale adibito a magazzino destinato allo stoccaggio dei prodotti cosmetici, attrezzature di servizio, spugne e così via. Questo ambiente deve essere pratico e ordinato al fine di ottimizzare la funzionalità della Spa, consentendo sempre un controllo della merce presente e mancante. Non bisogna poi dimenticare di prevedere spazi per gli uffici ovvero un backoffice rispetto alla reception per la parte amministrativa e zone dedicate al personale quali spogliatoi e servizi.  Da ultimo l’ufficio per la Spa manager e per il medico, se presente nella struttura.

In conclusione, progettare, arredare e curare gli spazi di servizio è un presupposto essenziale proprio per evitare errori, cadute di tono e ottimizzare al meglio la praticità quotidiana rispetto al flusso di persone in questi spazi: spesso è infatti il dettaglio a colpire il cliente in senso sia positivo sia negativo, è il dettaglio a fare la differenza.

Il più delle volte infatti sono proprio gli attori non protagonisti a meritare l’Oscar.

Simone Micheli/Susan Gwaltney

jnformazioni@spa-industry.it

 

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