Otteniamo un CLIMA Lavorativo Positivo e Stimolante

GESTIONE  del personale

COME OTTENERE UN CLIMA LAVORATIVO POSITIVO E STIMOLANTE PER TUTTO LO STAFF?
IL clima lavorativo sta acquisendo sempre più importanza anche nel mondo Spa, alcuni studi effettuati in altri settori, stabiliscono che i risultati migliori di un impresa dipendono per il 20-30% dal clima di lavoro che regna all’interno dell’impresa stessa. La leadership ha una parte rilevante (ca. 70%) nel creare un buon clima lavorativo, il che significa che l’attitudine e il modo di comportarsi delle perone con maggiori responsabilità nell’impresa, va a segnare in grande misura l’ambiente di lavoro.

Ma quali sono le azioni concrete che possono aiutare a creare un clima di lavoro positivo e stimolante?

Avere una Missione e una Visione globale: tutti necessitiamo dare significato a quello che facciamo. Per questo motivo, avere un progetto d’impresa stimolante che sia conosciuto e condiviso da tutti, è elemento di stimolo per lo staff a cercare la strada migliore per ottenere il miglior risultato. Questa Missione (ragione di esistere dell’Impresa) e Visione globale (dove vogliamo arrivare) devono essere ben presenti in qualsiasi momento ed essere guida di decisioni e comportamenti dell’organizzazione.

Condividere le informazioni dell’impresa e del cliente: condividere le informazioni sull’andamento dell’impresa e di quali siano le opinioni dei clienti, crea un clima di lavoro aperto e partecipativo che permette l’apporto di nuove idee e l’impegno di tutta l’equipe di lavoro. Allo stesso tempo, rafforza la Missione e la Visione Globale e consente a tutti di focalizzare gli sforzi nella stessa direzione.

Parlare apertamente con i responsabili: creare lo spazio perché esista una comunicazione fluida tra i lavoratori, i coordinatori d’area o di direzione. In questo senso è consigliabile che la direzione tenga un minimo di due riunioni individuali all’anno con ognuno dei singoli lavoratori. Questa riunione può servire per valorizzare e riconoscere l’apporto di ogni singolo individuo, raccogliere idee e opinioni per aiutarlo a migliorare il proprio lavoro, per motivare ecc.

Prevedere una poltrona libera nelle riunioni di direzione: questa poltrona è libera perché possa essere occupata da uno dei lavoratori che desideri assistere alla riunione come se fosse un membro parte dello staff di direzione. Il sistema deve prevedere una lista nella quale il lavoratore che desidera essere presente alla riunione si prenota. In questo modo, si sa con anticipo chi è la persona che assisterà alla riunione, e gli si può anticipare il programma della riunione stessa.

Chi fa il lavoro è lo stesso che lo presenta: lasciare che la persona che ha lavorato ad un tema lo esponga davanti agli altri compagni o alla direzione, questo lo rende protagonista, è un riconoscimento per lui e ne aumenta il livello di responsabilità.

Premiare le idee creative: seguendo la linea di riconoscere l’apporto di idee, quando qualcuno da un’idea  creativa che si può applicare, si può premiare economicamente o in qualche altra modo. Ricordatevi che questo deve essere un riconoscimento pubblico, del quale ne siano informati anche gli altri lavoratori.

Celebrare: non è difficile trovare motivo di celebrare (compleanni, nascite, matrimoni, successi personali o professionali ecc..).  è bene creare una cultura d’impresa che abbia momenti di celebrazione, che rafforzano il lato personale e rompono il ritmo e la routine giornaliera. Non devono essere grandi celebrazioni, però piccoli momenti che si ricordano anche con piccoli dettagli.

Organizzare eventi esterni: slegato al punto precedente, si possono organizzare degli eventi fuori dal lavoro per tutto lo staff esempio: una cena ogni due mesi. Ovviamente, questo incontro deve essere di piacere, per cui libero per coloro che vi vogliono prendere parte. Il modo migliore perché i lavoratori siano presenti è che non manchino i coordinatori o i responsabili.

Equilibrio tra vita lavorativa e privata: ci sono molte imprese americane che non vedono di buon occhio che i lavoratori facciano ore extra. Se una persona fa straordinari, viene visto come colui che non sa fare bene il proprio lavoro, perché se fosse davvero efficiente lo svolgerebbe all’interno del proprio orario di lavoro normale. Oltre a questo, esiste anche l’idea che, se si rompe l’equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa, il lavoratore non sarà più soddisfatto del proprio lavoro, quindi non lo farà più volentieri, ergo, renderà di meno.

Orario flessibile: oltre ad evitare che i lavoratori debbano fare gli straordinari, esiste un altro aspetto che può contribuire  ad un maggior equilibrio tra vita privata e lavoro, come la flessibilità dell’orario che si assegna in modo corretto dove possibile , ovviamente. Allo stesso modo si possono assegnare turni di vacanze e di fine settimana nei quali si deve lavorare. Sapere che c’è questa elasticità da parte dell’impresa nell’agevolare la vita privata dei propri lavoratori, si traduce in positivo sul lavoro.

Disporre di una zona di relax: uno spazio in cui i lavoratori possono disconnettersi dalla “pressione” del cliente, rilassarsi e recuperare energie. Sarebbe opportuno che un 5% della giornata lavorativa sia di tempo dedicato all’”ozio”. Questo spazio potrebbe anche trasformarsi in uno spazio di lavoro o di riunione del personale.

Abituarsi a dire “grazie”: questa parola racchiude in sé un potere magico e fa sentire bene tanto chi lo dice quanto chi lo ascolta. Dire spesso “Grazie” contribuisce a creare un clima lavorativo di rispetto e di riconoscimento dell’altro.

Il “capo” si incarica del caffè: nelle riunioni, il “capo” (responsabile) si incarica del caffè, dell’acqua o di prendere qualche cosa da piluccare. Questo rompe l’idea di “servitù” e dimostra che un equipe è tale sempre, e che insieme si lavora per un obiettivo comune. Seguendo questa linea, è bene che il direttore nella riunione dello staff, non abbia una “sedia” tutta sua ma una comune, come per gli altri. Allo stesso modo si dovranno evitare privilegi non necessari come il parcheggio privato per il direttore, o cose simili.

Si possono commettere errori, basta comunicarli: l’innovazione passa per l’equivoco. Commettere errori non è necessariamente negativo, sempre che si comunichino e si impari da questi. Questa  cultura di non rifiutare l’errore, deve essere accompagnata da una cultura che agevoli il superamento dell’errore e ne tragga insegnamento, per creare un ambiente migliore ed esente  da equivoci.

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