Non è la prima volta che affrontiamo sulla nostra rivista l’argomento rivestimenti nella SPA. A questo proposito è necessario sottolineare che parlando di architettura nel mondo SPA occorre sempre relazionarsi con i protagonisti di questo settore e cioè le parti fisse di un Centro, opere murarie consistenti, costose, impattanti che sicuramente resteranno a lungo in un ambiente, segnandone la personalità e caratterizzandone l’identità nel corso degli anni.

Se riflettiamo poi con maggiore attenzione ci accorgeremo che spesso il ricordo di una SPA è determinato proprio dai colori dei rivestimenti, dal loro fondersi, dal loro creare effetti unici: pensiamo ad una piscina con un rivestimento musivo particolare, ad una pavimentazione ricercata, ad una scelta cromatica inaspettata nella cabina trattamenti, elementi che a prima vista creano l’impatto, poi vengono dimenticati ed infine ritornano nella mente determinando iconograficamente il ricordo di una Spa. Se teniamo conto del loro costo (certo non basso) saremo concordi nell’attribuire unanimemente ai rivestimenti un’importanza significativa, interpretando quindi la necessità di una nuova analisi come un naturale percorso progettuale.

Questa volta vogliamo fare una generale comparazione tra la pietra naturale e la ceramica con particolare riferimento al grès, considerando ovviamente i loro poliedrici volti e le loro multi-modalità di utilizzo.

Ricordiamo che: i rivestimenti essendo al contempo elementi strutturali, punti forza a livello architettonico, oggetti d’arredo e soggetti di design devono presentarsi come un equilibrato binomio di bellezza e di funzionalità, che sono da un lato motore di emozioni sensoriali e dall’altro assolutamente necessaria sia a lungo termine sia nell’uso quotdiano. È già successo che: “un bellissimo rivestimento in pietra naturale nella zona umida e bagnata non fosse adeguatamente antiscivolo”.

Oggi esistono un’infinita varietà di applicazioni e di soluzioni innovative anche per la SPA, basate proprio sul sano binomio funzionalità e bellezza; tuttavia, tra le tante variazioni sul tema possiamo individuare i due grandi punti di riferimento: rivestimento in ceramica e rivestimento in pietra naturale.

E’ importante definire dapprima i principi cardini della loro applicazione nelle diverse aree della SPA, per avere un’idea dell’investimento e per soddisfare l’impatto estetico. Nei Centri Benessere il materiale forse più diffuso è la ceramica a pasta compatta, con un “dispotismo”del grès e del grès porcellanato, un composto a bassissima porosità e con ottime doti di impermeabilità ai gas e ai liquidi.


Il grès si ottiene attraverso mescolanze argillose naturali che producono ceramiche dette, appunto, greificate; per la lavorazione è necessaria una temperatura tra 1050 - 1100°C o 1200 - 1250°C e una prima caratteristica di questo materiale è la straordinaria varietà di personalizzazioni e di gamma colori, resa possibile a seconda dei composti ferrosi presenti: ad esempio per ottenere grès bianchi si utilizzano impasti artificiali a base di argille bianche e rocce quarzoso - feldspatiche che inducono la greificazione della massa. Questo materiale può riprodurre effetti visivi suggestivi, può imitare pietre naturali, può essere smaltato e personalizzato; sono davvero numerose le sue varianti così come le sue applicazioni nel mondo SPA, dato che presenta elevate caratteristiche tecniche: innanzitutto ha un ottimo indice di antiscivolosità, in quanto vanta valori R superiori a 9 (ricordiamo a tal proposito che l’indice R è un parametro fondamentale per determinare la scivolosità di un rivestimento), ha un bassissimo potere di assorbimento dell’acqua (fino allo 0,05%) e un’ elevata resistenza meccanica, ragione per la quale si rivela un materiale di alta qualità grafica in termini di estetica e di arredo, di difficile usura, di facile pulizia e nemico di muffe e corrosioni acide. Queste virtù consentono una grande versatilità del grès nella SPA, dall’area bagnata e umida, alle cabine trattamenti, dalla lobby di ingresso fino agli spazi comuni. Ricordiamo in ogni caso che anche per i grès è fondamentale un’ottima posatura: le aziende infatti non consegnano un prodotto finito in quanto il suo risultato finale è determinato dalla posatura che deve tenere conto soprattutto nelle zone con presenza di acqua, della necessaria inclinazione per consentire il normale deflusso o altri problemi specifici al livello strutturale dell’ambiente in questione.

Un altro grande protagonista è la pietra naturale, ovvero il marmo, una roccia metamorfica composta prevalentemente da carbonato di calcio. Materiale nobile par excellence e semanticamente “pietra splendente” dal greco marmaros, è impiegato sin dall'Antichità come materiale per la scultura e per l'architettura, grazie alla sua bellezza e alla sua resistenza.

In questo senso la pietra naturale viene utilizzata per indicare anche altre pietre "lucidabili", ossia le cui superfici possano essere rese lucide attraverso la levigatura; tra le sue caratteristiche geo-chimiche, il marmo si forma attraverso un processo metamorfico da rocce sedimentarie, quali il calcare o la dolomite, che provoca una completa ricristallizazione del carbonato di calcio, dando luogo ad un mosaico di cristalli di calcite o di dolomite. L' azione combinata della temperatura e della pressione durante la trasformazione della roccia sedimentaria in marmo, porta alla progressiva obliterazione delle strutture e delle tessiture originariamente presenti nella roccia, con la conseguente distruzione di qualsiasi fossile o stratificazione sedimentaria presenti nella roccia originaria. Il colore del marmo dipende dalla presenza di “impurità” minerali quali argilla, limo, sabbia, ossidi di ferro, noduli di selce, esistenti in granuli o in strati all'interno della roccia sedimentaria originaria, mentre i marmi bianchi sono esito della metamorfizzazione di rocce calcaree prive di impurità.

In linea generale il basso indice di rifrazione della calcite permette alla luce di "penetrare" nella superficie della pietra, prima di essere riflessa, dando a questo materiale una speciale luminosità, molto adatta agli ambienti Wellness.

Tra i tanti utilizzi della pietra naturale vi sono ovviamente i rivestimenti: trattandosi di un materiale poroso e vivo occorre tenere presente però della sua tendenza ad assorbire sostanze liquide e oleose, ragione per la quale è fondamentale sottoporre la pietra a trattamenti specifici idrorepellenti e protettivi soprattutto dopo la posa e ripetutamente nel corso degli anni. La pietra naturale nella SPA ha una lunga tradizione risalente all’Età Imperiale Romana, nella quale la magnificenza delle antiche terme era legata proprio all’utilizzo di questo tipo di rivestimento: elegante, imponente e di lunga durata, il marmo oggi può essere personalizzato in infinite combinazioni di colori, spessore ed effetti visivi. Così come il grès è utilizzato nelle pavimentazioni generiche della SPA e nelle zone bagnate, in quanto resistente all’acqua, se opportunamente trattato. A livello di costi la pietra naturale spesso è superiore al grès: la scelta pertanto spetta ai gusti e alle esigenze del progettista, tenuto conto che nella sua più ampia accezione la pietra naturale ha un impatto estetico molto imponente ma richiede sempre una maggiore attenzione in termini di manutenzione e di pulizia, mentre a livello progettuale è determinante e delicata la fase di posa in opera degli elementi di serie e/o tagliati su misura a casellario, che costituisce appunto la fase di finitura di un pavimento o di un rivestimento con le relative caratteristiche estetiche e meccaniche richieste. La posa in opera dei pavimenti e dei rivestimenti interni in materiale lapideo è condotta con delle tecniche di posa sostanzialmente simili e riconducibili al seguente sistema di operazioni: preparazione del sottofondo di posa o del supporto, confezionamento delle miscele leganti e messa in opera degli elementi lapidei a giunto chiuso, stuccatura delle fughe ed eventuale rifinitura in opera delle superfici.

Da ultimo occorre riprendere in considerazione i mosaici, molto usati in questo settore e certamente soluzioni interessanti e raffinate; essenzialmente i rivestimenti musivi sono impiegati nelle zone umide (in modo particolare nei bagni turchi e negli hammam), nelle piscine, nelle docce, nei bagni e come elementi decorativi a design delle pareti.

Il mosaico in pietra naturale così come il mosaico in grès, è un ottimo materiale, soprattutto per le zone d’acqua, in quanto conserva un elevato indice di antiscivolosità grazie alle molteplici fughe tra una tessera e l’altra; inoltre si adatta perfettamente alle linee curve e alle esigenze d’arredo del progettista, grazie ad una gamma pressoché infinita di colori, materiali, effetti ottici e disegni.

Le moderne tecniche di postura inoltre consentono una perfetta impermeabilità del rivestimento, in modo particolare il sistema su rete in fibra di vetro, più costoso rispetto alla posa su carta, ma con prestazioni di gran lunga superiori in termini di tenuta.

Certamente un rivestimento musivo (compresa la più moderna variante in mosaico vetroso) garantisce una grande personalizzazione e una prestazione impattante in termini estetici della SPA.


         
 
 
a cura della Redazione
 
 
 

 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
PROGETTAZIONE
ARCHITETTURA
ATTREZZATURE
GESTIONE
MARKETING
HOME SPA
 
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Wellness Publisher via Togliatti 3 15011 Acqui Terme (Al) - Tel. 0144 980700 Fax 0144 321902 - info@wellnesspublisher.it P.iva 02099170066